Le Guardie iraniane: «Siamo pronti a chiudere lo Stretto di Hormuz».

Pubblicato il 5 luglio 2011

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di Beniamino Franceschini

«Se lo Stretto di Hormuz fosse minacciato, l’Iran sarebbe pronto a chiudere l’accesso alle navi che uniscono il Golfo Persico ai mercati internazionali». Questo è quanto dichiarato da Mohammad Ali Jafari, comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane nella giornata di ieri. «La strategica posizione dello Stretto, – continua il generale, – fa sì che questa eventualità non sia mai esclusa dall’agenda del Paese». La minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz, ossia il passaggio attraverso il quale transita il 40% circa delle forniture di petrolio trasportate via mare, è sempre stata presente nelle intenzioni delle Autorità iraniane, tanto che già in febbraio il comandante della Marina delle Guardie aveva annunciato il raggiungimento del potenziale per il blocco navale del Golfo Persico.

Tre unità della Marina delle Guardie della Rivoluzione.

Le parole di Jafari giungono all’inizio della fase navale della grande esercitazione militare di dieci giorni denominata Great Prophet-6, durante la quale le Guardie della Rivoluzione hanno lanciato missili balistici che, secondo Teheran, sarebbero in grado di colpire Israele e le basi statunitensi nella regione: «Vogliamo dimostrare, – ha detto Jafari, – che se un nemico tentasse di insidiare la Repubblica islamica dall’esterno dello Stretto di Hormuz, noi avremmo la forza di rispondere allo stesso livello. Adesso questa strategia è parte dei nostri piani». A tal proposito, nella giornata di oggi è previsto il lancio di missili terra-mare: «Non ci fermeremo qua, – ha concluso il generale, – poiché stiamo cercando di usare le nostre capacità di difesa in alto mare».

La Marina iraniana dispone attualmente di cinque fregate e tre sottomarini realmente impiegabili in acque oceaniche, e dal 2010 Teheran ha cominciato a dispiegare tali unità nell’Oceano Indiano, nel Golfo di Aden e, addirittura, nel Mar Rosso.

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